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mercoledì 22 luglio 2020

Recensione Sette anni di peccato di Sylvia Day



Copertina Sette anni di peccato

Oggi vi inizieremo a parlare di una scrittrice molto amata da noi GIGA, Sylvia Day.
Sylvia Day è una scrittrice giappo-americana di erotici e romanzi rosa ma non solo,  è autrice best seller in ben 28 paesi.
Lei scrive anche sotto pseudonimo di SJ Day e Livia Dare. 

Titolo: Sette anni di peccato Link Amazon
Titolo originale: Seven years to sin
Autore: Sylvia Day
Editore: Mondadori
Data Uscita: 3 giugno 2014
Pagine: 273
Categoria: Romanzo storico
Genere: Erotico
Narrazione: Prima persona, doppio pov
Finale: conclusivo

Serie Historical:
01. Sette anni di peccato
02. Marito amante
03. Orgoglio e piacere
04. Scandalous liaisons
Sinossi
Alla vigilia del suo matrimonio, Lady Jessica Sheffield si ritrova ad assistere a una scena immorale e peccaminosa che nessuna ragazza innocente come lei avrebbe mai potuto immaginare. Sorpresa, ma anche stranamente eccitata, decide di non rivelare la condotta scandalosa di Alistair Caulfield e di avviarsi verso il destino che era stato disegnato per lei. Ma dopo anni di matrimonio sereno e senza complicazioni, Jessica si accorge che l'immagine di Alistair è rimasta intatta, impressa a fuoco nella sua mente, e continua ad alimentare i sogni più illeciti. Alistair si allontanò il prima possibile da quell'innocente debuttante che aveva il fuoco della passione negli occhi e fuggì nelle Indie Occidentali. Ora è un commerciante di successo e ha molto poco in comune con il libertino che lei conobbe un tempo. Rimasta vedova, Jessica si imbarca sulla nave di Alistair ma si accorgerà ben presto che il desiderio messo a tacere negli ultimi sette anni tornerà, impetuoso, a impadronirsi di lei e li consumerà entrambi.


Recensione di Gabriella
La sera prima del matrimonio, Lady Jessica assiste a una scena molto peccaminosa in giardino, quella scena non solo la sorprende ma, stranamente, la eccita e Alistair rimane impresso nella sua mente. Dopo anni di sereno matrimonio, la scena di quella sera rimane nella sua mente e la continua ad eccitare nonostante Alistair si sia allontanato e sia fuggito nelle Indie Occidentali.
Rimasta vedova, Jessica si imbarca in una delle navi di Alistair che, nel frattempo, è diventato un commerciante di successo e, trovandolo a bordo con lei, si rende conto che il desiderio che c'era tra di loro non è rimasto acceso solo nella sua mente e scoppierà come fuoco nella legna.
"Sette anni: era come se l'attrazione che provava per lui avesse covato sotto la cenere per tutto quel tempo, in attesa del tocco che l'avrebbe liberata".
" <<Voglio darvi piacere, Jessica>> aggiunse con slancio. <<Voglio finire ciò che abbiamo iniziato sette anni fa.>>"
Come sempre i libri della Day sono parecchio piccanti per la loro dose di erotismo che sembra non finire mai. Qui i due protagonisti hanno un passato adolescenziale bello complesso e pesante che li rende quello che poi diventano in età adulta. 
Jessica una volta diventata vedova, decide di scrollarsi di dosso il passato e diventare completamente indipendente, ma non ha considerato la “variante” Alistair. Un uomo che in qualche modo ha fatto parte del suo passato e che è deciso a tutto pur di far parte del suo presente. 
Fin qui l’ho trovato abbastanza standard per i canoni della scrittrice, anche quando la protagonista si rivela “affamata” del protagonista maschile, ma per quanto riguarda lui ho trovato delle mancanze perché è praticamente sempre in paranoia e molto insicuro di sé visto il suo particolare passato. Lei invece cambiava idea su alcune cose con troppa velocità, non l’ho trovata ferma su alcune cose come avrei sperato.
"<<Se potessi>> proseguì <<Resterei così per sempre: avvinghiato a te, senza muovermi, soltanto per sentirmi parte di te. Quando facciamo l'amore vorrei che non finisse mai e, anche se dura tanto, non mi sembra comunque abbastanza e mi arrabbio con me stesso per non essere riuscito a trattenermi più a lungo. Perché, Jess? Me lo sai spiegare? Se per me il sesso fosse solo soddisfare un bisogno primario, come mangiare e dormire, perché dovrei comportarmi così?>>."
Quindi alla fine l’ho trovato ben scritto per quanto riguarda le scene e l’ambientazione, ma per quanto riguarda i personaggi e la storia in alcune sue parti era un po’ carente.
Ho letto di meglio della stessa Day.
Consiglio questo libro alle amanti del genere romance e romance storico e per chi vuole passare del tempo di qualità senza troppi drammi.
voto sette

venerdì 3 luglio 2020

Recensione Annus Mirabilis di Geraldine Brooks


Copertina Annus Mirabilis di Geraldine Brooks

Buongiorno a tutti, oggi Gabry vi parlerà del libro di Geraldine Brooks, Annus Mirabilis. Con questo libro l'autrice ha vinto nel 2002 il premio Alex che è un premio statunitense che viene assegnato ai 10 libri pubblicati durante l'anno precedente che nonostante vengano indirizzati agli adulti si pensa abbiano una speciale attrattiva anche sui giovani lettori che abbiano un'età compresa tra i 12 e i 18 anni. Questo  è un libro molto particolare in quanto anche se ambientato nel 1666, è molto attuale visto la situazione che stiamo vivendo in questo momento a livello mondiale perché parla di un'epidemia che c'è stata realmente tra il 1665 e il 1666 a Londra e, in questo caso in particolar modo, a Eyam, nel Derbyshire.

Titolo: Annus Mirabilis Link Amazon
Titolo originale: Year of wonders
Autore: Geraldine Brooks
Editore: BEAT
Data Uscita: 29 gennaio 2014
Pagine: 347
Genere: Narrativa straniera
Categoria: Romanzo storico
Narrazione: Prima persona, pov della protagonista
Finale: conclusivo 
Sinossi
È una mattina del 1666 a Eyam, un piccolo e isolato villaggio di montagna del Derbyshire, in Inghilterra, e nel grazioso cottage in cui vive, Anna Frith, vedova a diciotto anni con due bambini, dopo aver riempito una brocca d’acqua fresca, raggiunge la stanza di George Viccars, un sarto girovago venuto qualche tempo fa a bussare alla sua porta in cerca d’un alloggio. Anna entra nella stanzetta dal soffitto basso e per poco la brocca d’acqua non le cade di mano. Il volto giovane e bello della sera precedente è scomparso. Gorge Viccars giace con la testa spinta di lato da un bubbone grande quanto un maialino appena nato, un rigonfiamento di carne lucida e pulsante. Così, nelle pagine di questo romanzo, la peste giunge a Eyam, in una mattina del 1666. Inaspettata e innocente eroina, Anna deve affrontare la morte nella sua famiglia, la disintegrazione della sua comunità e il pericolo di un amore illecito. L’Annus Horribilis della peste, però, è destinato a trasformarsi in un Annus Mirabilis, un anno di meraviglie…
Romanzo indimenticabile che svela «la meraviglia del coraggio umano» (Library Journal), Annus Mirabilis è un’avvincente storia d’amore in cui dolore e gioia, perdita e resurrezione si alternano mirabilmente.



Recensione di Gabriella
A Eyam, un piccolo villaggio sulla montagna del Derbyshire, in un cottage vive Anna Firth, una giovane vedova, con i suoi due bambini. Un giorno arriva alla sua porta George Viccars, un sarto che cerca una stanza dove poter stare. Anna gli offre la stanza in mansarda e tra i due si crea un buon rapporto. 
Un giorno lei sale in camera da lui ma il ragazzo, che ha imparato a conoscere, non c'è più perché si ritrova un moribondo con febbre altissima e un grosso bubbone sul collo. Da quel momento la vita di Anna e di tutti i suoi compaesani cambierà radicalmente.

Ho letto questo libro con il gruppo di lettura che seguo della biblioteca del mio paese, scelto per assonanza con il periodo che stiamo vivendo e scoprendo, successivamente, che si tratta di una storia realmente accaduta.
La prima cosa che ho fatto, appena finito il libro, è stata fiondarmi immediatamente a cercare informazioni storiche su quel periodo e sui suoi protagonisti. Scopro così che Eyam è realmente un villaggio dell'Inghilterra e che un tempo era un centro minerario per l'estrazione del piombo ed è storicamente ricordata per il sacrificio dei suoi abitanti durante l'epidemia di peste del 1665-1666.
Il libro inizia prima nel 1666 come prefazione, per poi passare nel capitolo successivo nel 1665 e proseguire in senso cronologico nella storia.
La storia rispecchia molto bene la trama del libro e i suoi personaggi, alcuni sono reali, così come i loro nomi, mentre quelli più romanzati della storia sono stati modificati in quanto determinate cose della storia, naturalmente sono state inventate dall'autrice.
Leggendolo ho notato che la qualità di scrittura e i dettagli della storia vengono senza ombra di dubbio scritti con cognizione di causa e scopro così che chi scrive non è altro che una giornalista che ha passato anni come inviata in giro per il mondo anche come corrispondente di guerra.
I personaggi sono disegnati molto bene, caratterialmente il personaggio di Anna è riuscita a entrare dentro di me e far sì che io riuscissi a immedesimarmi in lei, tanto che quando soffriva lei soffrivo io. Naturalmente questo personaggio è romanzato, nella realtà non è esistito.
Il personaggio del sarto che, purtroppo, portò con le sue stoffe arrivate da Londra la peste, è reale.
"Era un ragazzo del Peak District, originario di un villaggio vicino a Kinder Scout, ma era stato mandato a Plymouth per imparare l'arte del sarto e in quella città portuale aveva visto i mercanti di seta, che avevano attraversato l'Oriente e avevano fatto amicizia con i produttori di merletti persino tra i nostri nemici, gli olandesi."
"Perdonatemi, ma ho pensato subito a voi quando ho adocchiato quel tessuto, perché è dello stesso verde dei vostri occhi"
"Bruciate tutto! Bruciate tutto! Per l'amor di Dio, bruciatelo!"
Il rettore che aiutò i suoi compaesani durante tutta l'epidemia fu William Mompesson che nel libro viene modificato in Michael Mompellion, la sua storia segue la trama del libro in maniera egregia. Tanto forte lui caratterialmente quanto delicata Elinor, sua moglie che con i suoi consigli e il suo appoggio seguiva il marito. Naturalmente anche la loro storia viene in parte romanzata per la buona riuscita del libro, ma a differenza di quello di Anna, i loro vissuti sono reali.
"Ma non volevo essere messa a parte della sua conoscenza delle erbe: una cosa è che la moglie di un pastore possegga questo sapere e altra cosa è che lo possegga una povera vedova come me. Sapevo quanto fosse facile, per la mentalità comune, trasformare una vedova in una strega, e uno dei primi motivi, in genere, è che in qualche modo traffichi con le erbe medicinali."
Non nego che ci sono state delle parti del libro che mi hanno commosso, ho ammirato tantissimo Anna, che nonostante la giovane età e le disgrazie che l'hanno accompagnata è sempre riuscita a uscirne fuori.
"Con le dita sfiorai la pelle tenera. Era meravigliosamente fresca. <<Grazie >>, dissi. <<Oh, grazie, Dio>>."
La parte esemplare di questo libro è stato quando, dopo consiglio del rettore, tutti decidono di fare la promessa di quarantena volontaria visto che si trattava di un paesino di montagna.
"E' difficile dire perché quel giuramento mi pesasse, visto che mi avventuravo oltre i limiti in cui ci eravamo ormai confinati non più di una mezza dozzina di volte all'anno. E tuttavia quel lunedì mattina mi ritrovai a camminare verso la pietra di confine, posta in cima a un alto pascolo, proprio nel punto in cui una sporgenza di terrà si trasformava improvvisamente in una ripida discesa lungo il fianco della collina, verso il villaggio di Stoney Middleton."
Unica pecca però di questo libro penso sia stata la fine che ho trovato affrettata. A un certo punto si è svolto tutto troppo velocemente e non ho apprezzato una delle ultime scelte che lei fa. Ma non andrò avanti con i dettagli perché entrerei in zona spoiler e rovinerei la magia del libro.
Consiglio tantissimo questo libro a chi ama i romanzi storici, a chi ama le storie realmente accadute, a chi ama personaggi forti con protagoniste che sono in grado di reagire e andare avanti senza perdersi.
Ma consiglio questo libro soprattutto a chi ama i romanzi d'amore con un Happy Ending.
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